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Per ascoltare la voce interiore

 

“L’arte e la bellezza non servono a nulla tranne che a darti il senso della vita” Questa frase di Henry Miller, una delle tante che campeggiavano sui pannelli della mostra allestita nel chiostro, può dare un’idea del senso del nostro Viaggio nella bellezza, un percorso in tre tappe tracciato a Fondi e conclusosi domenica scorsa.

L’intento di questo itinerario non era infatti utilitaristico ma contemplativo. Il sottotitolo dell’iniziativa, “per ascoltare la voce interiore”, stava ad indicare proprio questo: un cammino di immersione nella bellezza per riconoscere e sentire la voce che parla in noi e che narra a noi stessi e al mondo la nostra stessa bellezza, quella che possiede ogni uomo.

Tre tappe e molti passi a cominciare da quelli di danza sulle note del flauto, del piano e del violino che venerdì sera hanno aperto la serata. La prima sera, dal titolo “Il bello che è in noi” è stato sottolineato anche che “la corda del violino, comincia col vibrare dentro il violinista per poi vibrare come in una eco nel cuore del pubblico. La vibrazione passa da un’interiorità ad un'altra interiorità. E solo se fa questo viaggio completo produce ciò che possiamo definire come bellezza” (la versione integrale del discorso introduttivo). Si è anche scoperto come per un’altra cultrice della bellezza, Hildegard Von Bingen, essa si esprime soprattutto nella musica:“La musica è un modo di riconquistare l’originaria gioia e bellezza del Paradiso” e ancora “La musica e il canto sono per Hildegard l’essenza della beatitudine, sono una via che conduce a Dio e un messaggio d’amore che lui invia sulla terra”e Hildegard parla di anima sinfonica.

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Nell’ultimo passo della prima sera abbiamo seguito il pittore Georges Rouault, il quale, pur attraversando nella propria vita momenti difficili di ribellione contro l’ipocrisia borghese e lo scandalo del male, riesce ad ascoltare “la propria voce interiore” e ad esprimere con i colori la bellezza che ha scoperto dentro di sé: la bellezza del Santo Volto di Cristo, sofferto sì, ma sereno e pieno di luce.

La seconda tappa è stata anch’essa molto intensa; la pianista, musicologa e scrittrice Chiara Bertoglio ha saputo creare un’atmosfera idilliaca attraverso l’esecuzione de “Le ultime parole del Redentore in croce” di F. J. Haydn preceduta per ciascun brano da una analisi tecnica e interpretativa allo stesso tempo profonda e accessibile a tutto il pubblico. A rendere ancor più affascinante la serata è stato l’attore Giuseppe Pestillo con la toccante declamazione di poesie scritte dalla stessa Chiara Bertoglio sempre inerenti al tema.

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Un rinfresco dopo il concerto ci ha fatto gustare la bellezza e la gioia dello stare e del conversare insieme. L’ultima tappa ha previsto tre passi: la mattina, tra danza e musiche eseguite nel Chiostro San Domenico, l’Autore della bellezza, solennemente esposto nella chiesa di San Tommaso, attendeva silente chiunque avesse desiderato accogliere attimi colmi di senso e di profondità.

Nel pomeriggio i Vespri cantati e accompagnati con la cetra hanno offerto la possibilità di gustare la bellezza della preghiera della Chiesa condivisa insieme a una comunità religiosa e infine, in serata, in compagnia degli Angeli e degli Arcangeli, la veglia di preghiera ha concluso il percorso.

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L’esperienza è stata positiva prima di tutto per coloro che la hanno resa possibile e che si sono impegnati con tanta dedizione e generosità e nello stesso tempo è stata arricchente per i partecipanti.

Il Centro Culturale Il Cortile dell’Aquinate nel ringraziare ciascuno per aver messo a frutto i propri talenti continua a sognare altre iniziative del genere che, seppur con modestia, contribuiscono a rendere più bello questo mondo.

 

 

 

 

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